Marea

Ad un tratto senti una parola nuova pronunciata da qualcuno che la lascia scivolare come onda su onda e d'improvviso cambia la marea

VI RACCONTO DI ME...

Vi racconto di me che passo e scruto...
Sono un'onda persa in un mare di parole, trasportata da una corrente che mi infrangerà su qualche scoglio sconosciuto e forse non desiderato.
Sono un'onda fiera e caparbia che non morirà calma e placida sulla riva.
Sarò aria, acqua e sogno.
Sarò un pensiero fugace, uno scatto per i ricordi.
Sarò viva, spumeggiante e fragorosa fino all'ultima goccia di acqua che è in me.

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08/07/2008







E mi si è stretta l'anima sta sera nel giardino borghese della mia casa borghese, per la bellezza di questa serata estiva. Per questo tramonto che dura oltre le 22.00, per il venticello tiepido che smuove l'ulivo, per questo ordine apparente nella mia vita intimamente complicata.
Mi si è stretta l'anima all'idea di dover rientrare, con tutta quella pila di carte che ho ancora sulla scrivania e che deve sparire entro domani mattina. Vorrei che la mia vita fosse come quella di Nick Beat, passata a contemplare il sole che si addormenta dal mio portico circondato di lavanda e deserto.


Insomma oggi vi do tregua. Non scriverò mie parole ma quelle di Sibilla Aleramo.

MA SI, SEMPRE

Sento che sorrido,
intenerita,
c'è pudore e c'è grazia puerile
in questo che m'investe,
sola,
tremore improvviso,
oh luce tra le rame gemmate,
sera che avvicini la primavera
sento che sorrido,
intenerita,
così tersa così lieve e presente
la vita
con un suo senso di casto bene...


07/07/2008


SEGNI DEL DESTINO

Lo so lo so, mica c'è da credere a certe cose .... ma siccome sono una patetica hippie credo nell'Amore eterno, quello che si trasforma ma non si distrugge. Così capita che a volte, anzi spesso, cerco ancora di trovare quell'affinità elettiva con la mia nonnina che ci teneva e ci tiene unite anche quando siamo lontane. E così è capitato che le ho chiesto se era proprio tanto una stronzata iscrivermi all'università e tadaaaa la mattina dopo mi trovo la mail del mio prof che mi dice "ti pubblichiamo". E vabbhè mica mi faccio influenzare per queste cose.
Poi capita che oggi, mentre ero da sola in pausa pranzo, le rompo le scatole e le dico di darmi una mano. sono le 16 e mi arriva la telefonata di un Geom. che vuole un preventivo per un nuovo condominio da amministrare e sapete che condominio è? Quello dove abitava mia nonna. Adesso un pochino mi faccio influenzare ecco....
Grazie nonna :*


Da qualche giorno sono nel panico. In fin dei conti è qualche ora che non mi ammazzo di seghe mentali quindi è normale.... manche no. Sarà forse l'oppio che mi ha bruciato le ultime sinapsi funzionanti. Ho un ansia devastante, che qualche bravo strizza chiamerebbe attacco di panico, su tutto quello che faccio. Improvvisamente mi sento incapace di fare qualunque cosa. Mi sento un'inetta al lavoro, mi sento così stanca da non riuscire a scrivere e mi viene il panico se penso a settembre. Sto realizzando solo ora che forse ho fatto una puttanata gigante a licenziarmi, a mettermi in proprio ad imbarcarmi nel discorso università, forse mi sono sopravvalutata e non sono quella figa che pensavo di essere. E adesso? Adesso che faccio? Mica posso passare tutte le notti come quella passata con la tachicardia e il fremito ai muscoli fino alle 4 del mattino.Cosa cazzo ho combinato????


 


05/07/2008



Oggi nasce un nuovo amico immaginario Nick Beat®

(tramonto delle Montagne Sacre di Santa Fe)




LE AVVENTURE DI NICK BEAT

 

Nick Beat vendeva lavanda nella Via della Polvere. Viveva in uno di quei capanni che sembravano pronti a farsi in mille pezzi  da un istante all’altro eppure incrollabili sotto le tempeste di sabbia del New Mexico.  La sua casa erano quei vecchi legni cigolanti e una cortina di cespugli di lavanda. Sopra tutto c’era la polvere, impalpabile velo terroso che non praticava alcuna forma di discriminazione o scelta: poggiava su ogni elemento di quel deserto, ed era il deserto.

Nick Beat vendeva lavanda nella Via della Polvere e la sera amava sedere nel portico ascoltando il tramonto delle montagne sacre. C’era un dondolo vecchio e cigolante come vecchio e cigolante era il pavimento sul quale poggiava. Appesi alle travi seccavano fasci di lavanda pronti ad essere venduti l’indomani e intorno c’erano i rumori del silenzioso deserto: il frinire delle cicale, il frusciare delle steppaglie contro il corpo di qualche animale selvatico, il suono secco della bottiglia di birra poggiata di tanto in tanto sul  pavimento e il rumore incessante dei pensieri. Non smetteva un attimo Nick Beat di pensare, di registrare i colori dei tramonti, le ombre che le montagne sacre proiettavano, gli odori del deserto. Ogni giorno era un nuovo giorno con nuovi elementi da incasellare nei ricordi o nuove rievocazioni di cose giù vissute e provate che si rinnovavano e prendevano di nuovo ad essere Vita.

Ogni notte iniziava con l’arrivo del sonno e ogni mattino ricominciava con la luce del sole. Non c’erano orologi nella casa di Nick Beat. Sapeva quando era ora di mangiare perché sentiva fame e sapeva quando era ora di smettere di lavorare perché era stanco. Così ogni mattina ad una certa ora che non ci è dato sapere, arrivava nella Via della Polvere con i suoi fasci di profumo e poggiava sul muricciolo al mercato degli artisti. Gli piaceva quella zona perché il profumo della sua lavanda si mischiava a quello dei colori freschi dei pittori e ai colori delle stoffe che vendevano sulle bancarelle. Chi camminava nella piazza sentiva ad un certo punto, un rilassante profumo di lavanda mischiarsi alle polvere che respiravano e senza sapere bene il perché, si incamminavano verso quelle spighe blu e lui era lì pronto a vendere un ricordo profumato. Non parlava molto Nick Beat, e se poteva lo evitava del tutto, si calava sul volto il cappello di cuoio nero impolverato e dava il resto offrendo un sorriso che si scorgeva solo per metà sotto l’ombra proiettata dal copricapo.  

Però Nick Beat vedeva ogni cosa con il suo sguardo protetto dal buio. Vedeva le mani che si stringevano e vedeva i sogni che si immaginavano davanti alla vetrina dell’emporio. Vedeva le risate per l’auto dagli interni di pelle di bue. Vedeva le scarpe delle donne forestiere che molto poco si addicevano alla polvere del deserto. Vedeva il venditore di hot dog all’angolo della piazza che proprio non riusciva a sopportare perché nulla aveva a che fare con la polvere  e la lavanda e il suo odore sapeva di unto e fabbrica e plastica della città  e no, proprio no, non aveva a che fare con il deserto. Vedeva Nick Beat le vecchie indiane stendere i panni del loro mercato e sorrideva alle anziane che filavano il turchese ed esponevano il loro argento mentre  evitava, e se poteva schiaffeggiava con lo sguardo, le nuove indiane che vendevano orecchini fluo e acchiappaturisti di plastica. Proprio non le sopportava, erano anche peggio del venditore di hot dog all’angolo della piazza e gli sferzavano una stilettata nel cuore come il peggiore tradimento. Chi era nato nel deserto apparteneva al deserto e non doveva combatterlo, questo le montagne sacre lo dicevano da sempre e lo raccontavano anche quegli innumerevoli cimiteri di motociclisti che avevano osato profanarle irrispettosi. Chi ama il deserto, ama le sue montagne e le montagne e il deserto sanno contraccambiare, ma il Rispetto per quello che è eterno è qualcosa che non si può patteggiare con nessuna marmitta cromata o orecchini di plastica e quelle giovani indiane questo ancora non lo capivano. Sperava Nick Beat di incontrarle da vecchie e di ritrovarle canute ed esperte nell’infilare il turchese con quello sguardo che solo una vecchia indiana può avere, quello sguardo di mistero eterno e di consapevolezza, di natura tradita ed orgoglio immortale. E Nick Beat quello voleva imparare e per quello ogni notte ascoltava i rumori del silenzio seduto nel portico a seccare la lavanda da vendere nella Via, cercando di diventare Silenzio e Polvere, Molecola e Anima, di essere elemento di quel deserto, che era il Deserto.






Ti accorgi che il dolore scomparso quando puio dimenticarti di lui. Quando puoi tornare alla tua quotidianità, alla colazione sul divano, all'auto per andare in ufficio. Quando camminare diventa semplicemente mettere un piede davanti all'altro, come i pensieri che puoi lasciare liberi di espriersi, senza paura di cosa penserai un secondo dopo, cosa non riuscirai a dire "dopo". Quando respirare è solo aria che entra ed esce dai polmoni, senza lasciare la scia di una smorfia e il racconto suona epico come le favole della maternità , chissà forse questa volta riuscirai a credere che si dimenticano le dolie. Quando ti accorgi che quell'immagine che ricordi era solo fumo che saliva nell'aria e l'anima che gli hai dato era la chimica rappresentazione della tua paura di fallire, l'oppio del tuo male che cancella dal cervello l'origine del dolore.

Ma resta quella cristallizzata paura di muoversi, decontrarre le spalle e poggiare saldo il piede. Resta quell'istante in cui ti fermi ad ascoltare il silenzio che segue al tuo movimento, come se fosse impossibile credere che dopo il fulmine non venga anche il tuono. Resta quella paura di lasciarsi andare, di tornare a credere che non sarà più quel calvario, che si può guarire anche dalle peggiori fratture e quell'egoistica sensazione di vuoto che ti lascia il poter restare arroccata sui tuoi malanni, consapevole che da domani saranno loro ad avere bisogno di te.


03/07/2008



Aquilone Blu Onlus,è un’associazione che da anni si occupa di lotta alla pedofilia e che da anni cerca in ogni modo di contrastare questo orrendo fenomeno che si espande a macchia d’olio , soprattutto con l’incremento dell’utilizzo di internet .

Il direttivo e i volontari di Aquilone Blu, ogni giorno lavorano per divulgare informazioni, istruire e combattere la pedofilia , e ci sentiamo affranti e presi in giro quando scopriamo che in rete, i nostri figli e il popolo italiano tutto , puo’ avere libero accesso ad un sito come quello DELL’ASSOCIAZIONE PEDOFILI DANESI .

In Danimarca , L’apologia di reato (L'apologia di reato consiste nell'apologizzare, ovvero nell'esaltare o difendere pubblicamente un'azione riconosciuta reato dalla legge della nazione in cui si vive) non è punibile, in Italia si!
Chiediamo pertanto l’aiuto di tutti voi per far si che questo sito venga oscurato nel nostro paese

 

http://firmiamo.it/oscuriamoilsitodellassociazionepedofili

 


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