Marea

Ad un tratto senti una parola nuova pronunciata da qualcuno che la lascia scivolare come onda su onda e d'improvviso cambia la marea

VI RACCONTO DI ME...

Vi racconto di me che passo e scruto...
Sono un'onda persa in un mare di parole, trasportata da una corrente che mi infrangerà su qualche scoglio sconosciuto e forse non desiderato.
Sono un'onda fiera e caparbia che non morirà calma e placida sulla riva.
Sarò aria, acqua e sogno.
Sarò un pensiero fugace, uno scatto per i ricordi.
Sarò viva, spumeggiante e fragorosa fino all'ultima goccia di acqua che è in me.

Visitato *loading* volte

08/07/2009


Riproviamoci. Dicevo che potrei scrivervi cose fantastigliose sul mio piccolo, ma mi tacereste di essere la solita mamma un po' patetica e stucchevole. E infatti lo sono, per cui immaginate ogni cosa meravigliosa, ecco quella è la cosa che  sto pensando del mio piccolo.
Mi viene in mente un vecchissimo film, mi pare con Schirley Temple, in cui c'era una sorta di grande barca in paradiso, che trasportava tutti i bambini che venivano, poi, destinati ai loro genitori. Ecco mi immagino così l'incontro tra me e lui. C'era un posto dove venivano archiviate le richieste dei genitori e un grande Cervello (più o meno elettronico), che abbinava le richieste ai bambini. Io l'avevo chiesto SANO, con il fisico di mio marito e magari i miei colori, ma soprattutto con un faccino buffo. Lo hanno cercato lì sulla grande barca e quando gli hanno letto le richieste lui ha risposto pronto "sono proprio io" e così è salito sul grande scivolo del paradiso dei bambini ed è arrivato nella mia pancia, da prima come un sogno e poi come un mucchietto di ossa e amore. La prima notte ci hanno divisi perchè ho partorito con un cesario e lui è stato messo nella culla termica, ma ci siamo pensati tanto. Ad ogni ora mi svegliavo e contavo le il tempo  che mancava all'alba. Dovevo alzarmi, dovevo andare da lui, così al mattino appena è arrivata l'ostetrica a vedere come stavo, ho chiesto subito di essere messa su una sedia a rotelle con tutti i dolori e tubicini vari e di essere portata da lui. E così hanno fatto, nessuno avrebbe potuto dirmi di no. Vederlo è stata un'emozione davvero difficile da raccontare. E' stato come se fosse la cosa più normale del mondo, lui era il mio bambino, era ovvio, era impensabile diversamente, eravamo destinati e ci siamo riconosciuti, ma era allo stesso tempo sconvolgente e viscerale. Pesava come un sacchetto di pane per la domenica. Poco meno di 2Kg, ma era proprio come lo volevo io. Stringerlo a me ha sciolto tutte le tensioni dei nove mesi di gravidanza, lui stava bene, io stavo bene, tutto il resto era esistito??
Potrei anche raccontarvi dei cinque minuti di delirio che ho avuto quando, dopo aver provato invano ad indurmi il parto, mi hanno detto che mi operavano perchè il bambino andava in sofferenza ad ogni  contrazione, ma penso che il racconto sarebbe molto più esilarante se raccontato da uno dei presenti in sala operatoria. Mi hanno sfottuto alla grande prima e dopo avermi addormentata, perchè ad un certo punto ho focalizzato il fatto che mio figlio poteva davvero stare male. In 9 mesi di gravidanza mi sono preoccupata spesso per le gufate dei dottori, ma una vocina dentro di me mi diceva che il piccolo stava bene. In quei cinque minuti invece ho realizzato che il mio bambino poteva morire e ho preso a blaterare "saaaalvaateeee il mio bambiiiinooo" o "scegliete lui non me". Tutti ridevano, sdrammatizzavano, ma penso che non scorderò mai gli occhi della Dott. Rossi. Mi ha guardata da sopra la sua mascherina, due occhi di donna che incrociavano gli occhi di mamma. Lei ha capito davvero che non scherzavo. Mi ha guardato come la più dolce delle Madonne e io ho chiuso gli occhi più serena.
E invece vi racconterò le notti passate in terapia. Fortunatamente il mio piccolo è stato messo in "terapia minima", ma le notti erano uguali per tutte noi. Assonnate, preoccupate, eravamo tutte lì, noi mamme della nursery che non potevamo avere i nostri piccoli accanto al letto. Arrivava la ragazza che aveva la bimba in terapia intensiva (tutte noi facciamo ancora il tifo per la sua bambina), si sedeva a guardare i nostri bimbi addormentati senza tubi e monitor attaccati, rideva un po', si sfogava, ci raccontava i suoi 22 anni e una sera ha straziato tutte noi con una semplice frase: "ho voluto una bambina per essere felice, e mi ritrovo in terapia intensiva". Il thè che ci ha portato la puericultrice non ha scaldato il gelo che è sceso tra quelle culle. Un'altra sera invece abbiamo visto portare via un altro bimbo dell'intensiva. Quando vedi così tanti medici intorno ad una incubatrice, inizi a tremare senza conoscere la diagnosi. Eravamo tutte in silenzio a guardare dal vetro che ci divideva, chi pregava, chi imprecava a seconda del proprio credo. E poi la gara di solidarietà, quando una di noi veniva dimessa si condivideva la gioia e ognuna di noi sperava di essere la prossima. Oppure al mattino, il giro di visite dei dottori. Tutte in silenzio a tenerci la mano, stufe di brutte notizie e aggrappate ad ogni minimo segno di miglioramento. E i giri di pianto che ci siamo fatte, un giorno una, un giorno l'altra perchè la stanchezza a volte tramortisce ogni ottimismo. Porterò nel cuore anche questa esperienza, perchè il mio parto mi ha insegnato diverse forme di amore oltre a quello incommensurabile per il mio scricciolino. Spero che questa solidarietà non si spenga nei buoni propositi da "fine vacanza", spero veramente di non perdere i contatti con "le mamme della terapia" perchè è bello scoprire di poter condividere le proprie emozioni e sarebbe un peccato condividere solo quelle brutte. Mi piacerebbe rivederci tutte tra un po', in splendida forma, con sorrisi sfolgoranti ma soprattutto con tutti i nostri bimbi sani, sorridenti e pronti  a far danni.

Ah.. dimenticavo, l'abbiamo chiamato Riccardo, è nato il 22 giugno ha aspettato che arrivasse l'estate e che la lavanda fosse un po' più matura...

P.s. Avrei voluto raccontarvi anche di quanto sia stato fantastico il mio Cow Boy, ma so che lui preferisce tenere per sè certe cose e lo rispetto. Però voglio ringraziarlo pubblicamente, lo urlerei al mondo, che è stato un compagno semplicemente perfetto, che la sua presenza al mio fianco è stata fondamentale e che con il nostro bimbo in mano, è l'uomo più bello dell'universo.


07/07/2009


Riuscirò a scrivere un post tutto intero prima che il piccolo inizi a reclamare la sua cena??? Allora, potrei scrivervi che il mio piccolo è meraviglioso, stupendo, megagalattico ma mi tacereste ... s'è svegliato ....


03/07/2009


siamo a casa poi vi racconto


18/06/2009





E' un po' buffa questa cosa, che tra tutti i pensieri e le emozioni che ho per la testa oggi, mi viene da pensare alla lavanda. Le spighe sono quasi mature, ma dovrebbe passare ancora qualche giorno prima di coglierle. E penso che il 24 giugno è il giorno ufficiale per la raccolta della lavanda, l'ho scoperto l'estate scorsa visitando la provenza. Il 24 giugno, il mio 3° anniversario di matrimonio.
E c'è il mio bimbo, che è quasi pronto a nascere, ma servirebbe ancora un po' di tempo. Però non si può più aspettare, domani inizieranno le grandi manovre per il parto e mi sento un gomitolo di emozioni. Preocupa quello sì, più della sua salute che del mio dolore, almeno per adesso. E felice, perchè finalmente ci conosceremo faccia a faccia. E un po' malinconica perchè questa avventura di avere un bimbo nella mia pancia finirà. Mi mancheranno i calcetti del buongiorno e il nostro vivere in simbiosi. Forse è un po' stupidamente ormonale. E felice, perchè riavrò il mio corpo, i miei piedi di una dimensione umana, la mia capacità di trattenere la pipì e la piena autonomia del mio stomaco, o di quello che ne resta.
Sento intorno a me tante mani pronte ad accogliere il mio bambino, qualcuna qui a due passi, qualcuna più lontana, ma non è questo il problema, so che sono qui.
Sto invocando le mie donne, le mie streghe, perchè mi stringano la mano quando sarà il mio momento.


16/06/2009


e appena affaccio la mia presenza, ritrovo la tua assenza. E sorrido ascoltando una canzone che in altri tempi e in altri mondi mi avrebbe portato a te... e che ora resta una "buona cosa di pessimo gusto da ricordare", come i cori di quindicenni stonate che si commuovono sulla maglietta fina...

Con te lo so,
sempre così,
rimesci pianti e sogni
e poi mi butti via.

Con te lo so,
non smette più la rabbia dei ricordi,
e vomito la mia allegria.

Io, che vorrei,
averti qui nel mio deserto di speranze,
come farò,
senza di te in questo cielo all’orizzonte…
Con te lo sai,
quel giorno in più,
è un grido nel silenzio contro i venti e le maree.

Con te lo so,
finisce qui,
l’inizio di un amore che ci guarda andare via…

Anima mia,
cosa farò nei boschi immensi della luce,
senza di te ali non ho per questo cielo che mi prende, cielo che non sente…
Ciao, maledetto ciao,
ora sono qui, prova a resistere
Ciao, maledetto ciao,
perché si muore già senza combattere…
Siamo spiriti, spiriti, per una breve eternità
Spiriti, spiriti, la notte cade per noi e non può finire.
Ciao, maledetto ciao,
ora sono qui, voglio sorridere.
Ciao, maledetto ciao,
nell’aria resterai gioia di vivere.

Ciao, ciao, ciaoooooo
Ciao, maledetto ciao,
ora sei con me gioia di vivere.
Ciao, ciao


12/06/2009


Mi è venuta voglia di brioches salate al salmone... le faranno in ospedale??


08/06/2009


Resto un po' basita, anche un filo sfibrata, sostanzialmente incazzata per quanto scopro in questi mesi. No forse "scoprire" non è il termine più adatto perchè in fondo in fondo ho sempre saputo di essere in qualche modo "sola". Escludo dall'argomento mio marito, pora stella, che si sta sobbarcando tutti i miei flussi ormonali e che si sta sbattendo a mille per aiutarmi.  Ma no, forse sono io che ho un caratteraccio. D'altro canto mi dicono sempre che sono  "testona" no? Ma sai che c'è, che di sti tempi mi pare quasi positivo, sempre meglio che logorroica.
E' che mi hanno convinto che ho bisogno di aiuto in questo momento, che da sola non posso riuscire a fare tutto. Suonava così bene A I U T O. La verità è un'altra però. E' che gli altri hanno bisogno di aiutarmi, di non sentirsi in colpa. E sarebbe anche accettabile se questa cosa comprendesse un flusso bidirezionale di comunicati. E invece no. E' come stare nel deserto e chiedere dell'acqua e ricevere in cambio un pollo allo spiedo. Per carità, non si sputa certo sopra un pollo allo spiedo, ma la sete resta e nessuno ha sanato quel bisogno. Certo, mi chiedono di essere comprensiva e paziente perchè "the others" sono preoccupati per me. Non fa una grinza. Se non fosse che sono io quella che teoricamente dovrebbe partorire, che teoricamente dovrebbe essere preoccupata, spaventata o anche semplicemente un po' stanca di attendere.  Ma il problema di base è che quello che capita ad ogni singola persona è più importante rispetto a quello che capita agli altri. Quindi, per esemplificare facendo riferimento a cose o persone non del tutto casuali, una nonna HA IL SACRO SANTO diritto di essere preoccupata, così preoccupata, per la gravidanza di una figlia, da chiedere alla figlia stessa di essere comprensiva nei suoi confronti. Un po' ingarbugliato come ragionamento non c'è che dire.
E poi ovviamente ognuno deve dire la sua, a prescindere da cosa, l'importante è dire. Ognuno ha un consigliio, un'opinione, una perla di saggezza. Tipo mia madre che mi dice "e ma adesso smettila di vomitare". Come a dire che in questi 9 mesi mi sono cacciata in gola le dita per causarmi l'esilarante ebrezza della nausea costante. Come se dipendesse dalla mia volontà stare male oppure no. Salvo poi , cinque minuti dopo, accusarmi di essere ingrassata e di "stare attenta a non esagerare" mentre nella mia testa c'è solo il pensiero di far crescere il mio cucciolo che pare sia un po' troppo magrolino.  Insomma,  sarò anche testona, ma preferisco chiudermi nel mio piccolo eremo e covare il mio cucciolo cercando di preservarlo il più possibile da questo mondo assurdo... sperando di recuperare un po' di pazienza nel dopo parto... ma la vedo dura, sempre più dura.


Heracleum blog & web tools